Corte di Appello di Milano – I Sez. pen. – Pres. Calia, sentenza n. 4073/2006 – ud. 29.11.2006 – dep. 28.02.2007

ABUSI SESSUALI INTRAFAMILIARI – VALUTAZIONE TESTIMONE IN ETÀ PRESCOLARE - CONFLITTO GENITORIALE PREGRESSO – CLIMA SUGGESTIVO ED INDUTTIVO – NECESSITÀ DI VALUTARE IPOTESI ALTERNATIVE ALL’ABUSO

Artt. 609 ter c.p., 192 c.p.p.

In presenza di conflitto coniugale, l’insorgere di accuse di abuso sessuale ai danni della figlia, se sostenute da un genitore ai danni dell’altro, richiedono che tutto il materiale probatorio sia esaminato anche alla luce di ipotesi alternative all’abuso, soprattutto se l’insicurezza con cui il genitore accusante ha da sempre percepito il rapporto dell’accusato con la figlia appare idoneo ad aver generato un clima induttivo e suggestivo che può aver pregiudicato la genuinità delle dichiarazioni della bambina.

PRIME CONFIDENZE DI ABUSO – RILEVANZA – FRAINTENDIMENTO DI DICHIARAZIONI – AUTOSUGGESTIONE DEL GENITORE INTERROGANTE – PREGIUDIZIO DEL GENITORE ACCUSANTE – DOMANDE INSINUANTI E SUGGESTIVE – MORBOSITÀ DELLE DOMANDE – RILEVANZA DEL NUMERO DI INTERROGATORI E DI INTERROGANTI – TENDENZA AL PROTAGONISMO DEL BAMBINO TESTIMONE

Artt. 609 ter c.p., 192 c.p.p.

Al fine di valutare ipotesi alternative all’abuso sessuale meritano attenzione le prime fasi della rivelazione, e cioè quando il racconto di abuso si manifesta per la prima volta. E’ infatti opportuno valutare la genesi delle accuse per accertare se nella prima confidenza la bambina abbia riportato dichiarazioni concretamente riconducibili ad una esperienza di abuso sessuale, oppure di per sé poco significative per la sussistenza di un abuso, ma idonee ad ingenerare equivoci e scatenare ipotesi di abuso, in contesti già compromessi da disistima tra i genitori e accertamenti investigativi fondati su insinuazioni e domande, dalla morbosità delle stesse, sempre più ampia con l’aumentare del numero degli investigatori interroganti, dalla molteplicità degli interventi ed il naturale protagonismo di una bambina posta al centro di una situazione da adulti.

Nelle prime battute dell’indagine si presume che le dichiarazioni della bambina siano più veritiere rispetto alle ultime proprio perché legate ad un ricordo recente; ne consegue la opportunità di vagliare tali dichiarazioni.

CONTRADDIZIONI NEL RACCONTO DI ABUSO SESSUALE – SUSSISTENZA – DOMANDE INCALZANTI – DOMANDE CHE CONTENGONO LA RISPOSTA – DOMANDE CHE CONTENGONO ARGOMENTI SESSUALI – RICOSTRUZIONE DI POSIZIONI EROTICHE – ESCALATION DELLE ACCUSE DI ABUSO

Artt. 609 ter c.p., 192 c.p.p.

Ove la dichiarazione del bambino circa i propri vissuti al tempo dei sospetti abusi sessuali paterni sia affetta da numerose contraddizioni circa le modalità concrete dell’espletamento dell’atto sessuale patito, o in ogni caso complessivamente contraddittorie per aver descritto attività difficilmente realizzabili nel concreto, e in presenza di una variazione in senso peggiorativo rispetto alla posizione del padre tra una versione e quella successiva, appare ragionevole ipotizzare che la stessa sia stata stimolata dall’esterno con domande sempre più incalzanti dai suoi intervistatori che, presumibilmente in buona fede, per pervenire ad una esatta ricostruzione del dato storico, hanno rappresentato ipotesi di situazioni e posizioni erotiche che per la loro morbosità sono state introiettate nella psiche della bambina, confusa e turbata dalla vicenda al punto di ammettere fatti conformi alle richieste.

RUOLO DEL GENITORE ACCUSANTE E FALSE ACCUSE DI ABUSO SESSUALE – PRESENZA DI PREOCCUPAZIONI ECCESSIVE – RUOLO DELL’ANSIA MATERNA NELLA GENESI DI FALSE ACCUSE – ANSIA MATERNA E INDUZIONE INVOLONTARIA DEL BAMBINO – TURBAMENTO DELLA BAMBINA E TENDENZA AD ASSECONDARE LA MADRE PER OTTENERE PROTEZIONE – INTERROGATORIO DEL BAMBINO DA PARTE DI NON ESPERTI

Artt. 609 ter c.p., 192 c.p.p.

L’atteggiamento del genitore accusante, preoccupato di incastrare l’ex marito, anche con la scelta di nominare un difensore esperto in questi casi, piuttosto che pervenire ad una esatta ricostruzione della verità, pur potendo essere dipeso da ansia per l’ipotesi del verificarsi di un qualche atto dannoso nei confronti della figlia, non può non giocare un ruolo nelle domande poste alla piccola, nelle modalità con cui le stesse sono state formulate da persona non esperta, e nelle conseguenze psicologiche sulla bimba, turbata dall’inchiesta ed orientata ad assecondare la madre, anche per assicurarsene la protezione in quel momento importante per il suo equilibrio.

ACCERTAMENTI TECNICI GINECOLOGICI – RISCONTRO OGGETTIVO DI ABUSO SESSUALE – INSUSSISTENZA – REQUISITO DELLA RAGIONEVOLE CERTEZZA DEL RISCONTRO – VULVITE – ARROSSAMENTI – ANOMALIE CICATRIZIONALI ANALI

Artt. 609 ter c.p., 192 c.p.p.

In presenza di accertamenti tecnici ginecologi volti a rilevare riscontri obiettivi ad ipotesi di abuso sessuale la presenza di “vulvite” - in ipotesi dovuta a infiammazioni, infezioni ovvero a traumatismi esterni che poteva, sia pure a livello ipotetico, essere ricondotta ad un quadro suggestivo di abuso - non è da considerarsi indizio di avvenuto abuso, potendosi le anomalie ricondursi ad ipotesi alternative.

MANIFESTAZIONE DI AFFETTO DELLA VITTIMA – PRESENZA DI RANCORE – VALUTAZIONE AI FINI DEL RISCONTRO DELLE ACCUSE DI ABUSO

Artt. 609 ter c.p., 192 c.p.p.

Nella valutazione delle prove di abuso sessuale occorre prestare attenzione sia ad eventuali manifestazione di rancore della bambina nei confronti del padre nell’imminenza degli asseriti abusi (che possono essere considerate indizio di abuso), sia, quale prova a discarico, manifestazioni di un tenero tono affettivo.

Pro Guglielmo Gulotta